{"id":745,"date":"2017-08-14T10:10:33","date_gmt":"2017-08-14T10:10:33","guid":{"rendered":"https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/?p=745"},"modified":"2025-02-12T01:46:34","modified_gmt":"2025-02-12T01:46:34","slug":"a-man-and-his-boat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/it\/uncategorized\/a-man-and-his-boat","title":{"rendered":"L\u2019uomo e la sua barca"},"content":{"rendered":"<p>Di <a href=\"https:\/\/wearenotnumbers.org\/home\/Contributor\/Tarneem_Hammad_\">Tarneem Hammad<\/a>, da Gaza. Questo articolo e il video che segue (Il Mare \u00e8 il nostro Rifugio, attivare i sottotitoli) sono prodotti dai nostri partner di <a href=\"https:\/\/wearenotnumbers.org\/home\/Story\/A_man_and_his_boat\">We Are Not Numbers<\/a>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-668 size-thumbnail\" src=\"https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/WANN_logo-150x150.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/p>\n<p>&#8220;Solidariet\u00e0 con i pescatori di Gaza \u00e8 orgogliosa di presentare l&#8217;attuale serie che ritrae il lavoro di questi giovani giornalisti palestinesi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-746 size-large\" src=\"https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760001-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760001-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760001-300x225.jpg 300w, https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760001-768x576.jpg 768w, https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760001-560x420.jpg 560w, https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760001-80x60.jpg 80w, https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760001-100x75.jpg 100w, https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760001-180x135.jpg 180w, https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760001-238x178.jpg 238w, https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760001-640x480.jpg 640w, https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760001-681x511.jpg 681w, https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760001.jpg 1136w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\">Sono Rajab KH. Abu Riyala, pescatore dalla giovane et\u00e0. Amo pescare e mentirei se dicessi che vorrei fare un altro lavoro. Il mare \u00e8 il mio talento e, se mi toglieste dal mare, morirei, proprio come un pesce. Non \u00e8 perch\u00e9 vengo da una famiglia di pescatori e la pesca \u00e8 molto importante per noi. No. E\u2019 perch\u00e9 amo la vita in mare e navigare. Ho passato met\u00e0 della mia vita, nel mare di Gaza, e l\u2019altra met\u00e0 a pagare il prezzo della prima met\u00e0.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\">All\u2019et\u00e0 di 15 anni, stavo mano nella mano con mio padre, sulla sua barca, mentre ancora studiavo per gli esami. Ho finito l\u2019ultimo anno alle superiori e desideravo avere la possibilit\u00e0 di continuare i miei studi all\u2019Universit\u00e0 ma le probabilit\u00e0 non erano dalla mia parte. Mio padre si \u00e8 indebolito, cos\u00ec ho deciso di aiutarlo e seguire la mia passione per la pesca.<\/p>\n<h3 class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><b>Un proiettile ha colpito la mia schiena, un padre mi ha coperto le spalle<\/b><\/h3>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\">6 del mattino, in pieno inverno. Distanza consentita per la pesca: 12 miglia.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\">Nel 2005, mio padre e io uscimmo in mare, da Rafah, per la pesca mattutina. Restammo entro il limite di 12 miglia nautiche, imposto da Israele, ma, all\u2019improvviso, una nave israeliana si diresse verso di noi.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\">Il soldato israeliano: \u201cA tutti i pescatori \u2026 fermate le barche \u2026 Ho detto di fermare le barche o aprir\u00f2 il fuoco.\u201d<\/p>\n<p>We stopped our boats and what happened next was very humiliating. The soldiers commanded that we take off our clothes and jump into the water, or we\u2019d be shot. Everyone else did, and were taken out of the water and onto the Israeli naval boat with their hands tied and blindfolded. Then they were subjected to hours of investigation, while their boats were confiscated.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\">I pescatori fermarono le barche. Quello che accadde, dopo, fu umiliante. I soldati ordinarono ai pescatori di togliersi i vestiti e di tuffarsi in acqua. In caso contrario, sarebbero morti. Poi, li hanno tirati su dall\u2019acqua e issati a bordo, dove furono ammanettati e bendati. Pi\u00f9 tardi, vennero interrogati per ore. I soldati misero sul ponte anche tutte le barche e il materiale. Faceva molto freddo e c\u2019era molto vento. Io indossavo tre paia di calzini e un completo in pelle ma mi sentivo, ancora, congelare. Mio padre e i ci rifiutammo di toglierci i vestiti e di tuffarci in mare e ci rifiutammo di lasciargli prendere quello che avevamo guadagnato, la mattina, e di farci prendere prigionieri, nel nostro mare.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\">I soldati gridarono a mio padre: \u201cTi ordino di fermare la barca, ora!\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_747\" aria-describedby=\"caption-attachment-747\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-747\" src=\"https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760035-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760035-300x225.jpg 300w, https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760035-768x576.jpg 768w, https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760035-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760035-560x420.jpg 560w, https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760035-80x60.jpg 80w, https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760035-100x75.jpg 100w, https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760035-180x135.jpg 180w, https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760035-238x178.jpg 238w, https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760035-640x480.jpg 640w, https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760035-681x511.jpg 681w, https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/1500760035.jpg 1136w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-747\" class=\"wp-caption-text\">Tarneem interviews Rajab<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\">Mio padre inizi\u00f2 a muoversi e la nave israeliana ci segu\u00ec, non a lungo, prima che le nostre barche si scontrassero \u2026 le barche si fermarono \u2026 i soldati israeliani aprirono il fuoco \u2026 io caddi in mare. Un minuto e mi padre riusc\u00ec a tirarmi fuori dall\u2019acqua. Ero, di nuovo, sulla barca e sentivo un po\u2019 di dolore, mentre i soldati sparavano ancora. Poi, sentii pi\u00f9 dolore e cominciai a strillare, mentre tenevo le mani sul petto. Mio padre mi strapp\u00f2 i vestiti e scopr\u00ec che un proiettile mi aveva colpito al petto. Le parole non possono descrivere come mio padre si sent\u00ec o lo sguardo che aveva. Tutto quello che posso dire \u00e8 che divent\u00f2 furioso e cominci\u00f2 a strillare e lanciare pietre contro i soldati che stavano, ancora, sparando. Mio padre mise, di nuovo, in moto la barca e la nave israeliana ci diede la caccia per 5 chilometri. Comunque, non puoi gareggiare con un padre che corre per la vita di suo figlio. Mio padre riusc\u00ec a raggiungere la terra e io fui trasferito all\u2019ospedale Al-aqsa, a Dir-albalah e, poi, subito in camera operatoria. I dottori rimossero il proiettile e dissero che ero stato fortunato perch\u00e9 il proiettile era penetrato in tutto il torace ma non aveva colpito il cuore. Io credo di essere stato fortunato perch\u00e9 avevo un vecchio ma coraggioso uomo a coprirmi le spalle, mio padre \u2026 il mio eroe. Sono stato dimesso, dopo due mesi di medicine e trattamenti.<\/p>\n<h3 class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><b>Un proiettile nel ginocchio ma mai in ginocchio<\/b><\/h3>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\">Data: 31 maggio. Distanza consentita per la pesca: 9 miglia<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\">Di nuovo, ero rimasto entro il limite delle 9 miglia nautiche, imposto da Israele, con tre altre barche, nel mare di Khanyounis. Di nuovo una nave israeliana ci ha fermati, ordinandoci di toglierci i vestiti e tuffarci in acqua.. Se non lo avessimo fatto, ci avrebbero sparato, senza dubbio. Una barca ha eseguito gli ordini, poi toccava a me fare lo stesso. Ero io al comando, mio padre era troppo malato per navigare con me. Io, per\u00f2, penso come mio padre, come un figlio. Ho detto NO. Era impossibile per me sacrificarmi con sudore, sforzo e fatica e perdere tutto invano. Non era possibile, per me, tornare a casa a mani vuote. Cos\u00ec, ho continuato a navigare e i soldati israeliani mi hanno dato la caccia, sparando contro la mia barca, per 15 minuti, finch\u00e9 non ho raggiunto al valle di Gaza. All\u2019improvviso, un proiettile, solo uno, mi ha raggiunto al ginocchio. All\u2019inizio, non so sentito niente ma ho visto sangue, nella barca. Ho esaminato me stesso, meticolosamente, alla ricerca di una possibile ferita e l\u2019ho trovata al ginocchio. Ho spento il motore e mi sono fermato. Potevo vedere la terra ma i soldati israeliani mi hanno raggiunto e portato sulla loro nave. Premere il grilletto e porre fine alla vita di qualcuno \u00e8 cos\u00ec facile per loro. Per questo hanno un medico a bordo. Il dottore mi ha legato la gamba e mi ha dato delle pillole che ho rifiutato di prendere, inizialmente. Lui ha detto che mi avrebbe alleviato il dolore, finch\u00e9 non saremmo arrivati all\u2019ospedale. Si sbagliava, perch\u00e9 le pillole non mi hanno fatto niente e ho continuato a strillare, dalla Valle di Gaza alla citt\u00e0 occupata di Asdud (42 chilometri). Finalmente, siamo arrivati all\u2019ospedale, alle 7 del mattino e il mio dolore si \u00e8 alleviato un po\u2019. Ero cos\u00ec sicuro che i dottori sono dottori, ovunque, e che sarei stato curato. Comunque, ero in un ospedale con tutti i medici che camminavano intorno e loro hanno scelto di lasciarmi sanguinare, dalle 7 del mattino alle 5 del pomeriggio.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\">Esattamente alle 5 del pomeriggio, non ce l\u2019ho fatta pi\u00f9 e ho cominciato a urlare: \u201c Se pensate di continuare a lasciarmi sanguinare, riportatemi a Gaza per essere curato.\u201d. Mi hanno versato dell\u2019alcool sul ginocchio, con il proiettile dentro; poi, mi hanno portato al Valico di Erez, in una jeep. Da l\u00ec, sono stato trasferito all\u2019ospedale di Alshifa, a Gaza City. I medici mi hanno tolto il proiettile dal ginocchio e ho potuto lasciare l\u2019ospedale, dopo cinque mesi di cure. Ho, ancora, delle schegge, dentro, e ancora piango, quando fa male. Non resisto al dolore, in inverno, e ancora zoppico, quando piove.<\/p>\n<h3 class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><b>Perdere un occhio ma mai essere l\u2019occhio del nemico<\/b><\/h3>\n<figure class=\"image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/sgf.freedomflotilla.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/SGF_logo_UAWC-300x300.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" \/><figcaption><\/figcaption><p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\">Data: 3 gennaio 2017. Distanza consentita per la pesca: 6 miglia<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\">Dieci chilometri di distanza dalla costa di Gaza e la mia barca era piena di pesce. Io ero sopraffatto dal fatto che le lunghe ore di pesca avevano dato i loro frutti. Era la prima volta che volevo arrivare, presto, a terra per vendere quello che avevo pescato e tornare a casa, sapendo che la mia giornata era stata buona e sicura. Non ho avuto fortuna e alcune barche israeliane, piccole ma molto veloci, mi hanno circondato e hanno cominciato a sparare a caso, sia con proiettili ricoperti di gomma sia con proiettili vivi. Sapevo che questa era la situazione pi\u00f9 difficile. Ho dato la schiena ai proiettili e ne ho sentiti quattro graffiarla. Era impossibile proteggere il mio corpo, sparavano come pazzi. Volevo, solo, proteggere la mia faccia. Non volevo perdere i sensi. Ho preso una cassa per pesci vuota e l\u2019ho messa davanti alla mia faccia per evitare i proiettili. In qualche modo, la barca ha cominciato a muoversi intorno \u2026 ho perso l\u2019equilibrio, la cassa si \u00e8 mossa \u2026 sono caduto con un proiettile nel mio occhio destro.<\/p>\n<\/figure>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\">Due giorni dopo, mi sono svegliato in un ospedale israeliano, chiedendomi del mio occhio. Quello che capivo era che l\u2019osso sotto l\u2019occhio era rotto, la retina era rotta e, anche, la cavit\u00e0 nasale era danneggiata. Non mi importava di questo, volevo, solo, sapere se avrei visto ancora, dopo aver tolto la garza. Non c\u2019\u00e8 molto da dire, dopo che hai perso la vista.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\">Volevo chiamare i miei genitori, volevo piangere. Un occhio era pronto a versare un oceano di lacrime, davanti a qualcuno che amavo. Sette giorni a pregare tutti di farmi telefonare ai miei genitori ma non mi \u00e8 mai stato permesso. Mi sentivo tanto solo e debole. Dopo sette giorni, i soldati israeliani mi hanno trasferito al Valico di Erez e, l\u00ec, il Governo di Hamas mi ha obbligato a rimanere, per tutta la notte, per investigare su quanto accaduto (questa \u00e8 una procedura normale, in quanto Israele sottopone i pescaotri a investigazione, cercando di forzarli a dare informazioni sulla resistenza, nella Striscia di Gaza, oppure, ancora peggio, a diventare spie).<\/p>\n<h3 class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><b>Un desiderio<\/b><\/h3>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\">Ridatemi la barca: non \u00e8 solo una barca per me, \u00e8 la mia intera vita. Ho passato tre anni a costruirla, pezzo per pezzo. Ho comprato la fibra di vetro e l\u2019ho costruita con le mie due mani. Era molto veloce e forte. L\u2019ho costruita per durare per tutta la vita. Anche mia moglie ha venduto i suoi gioielli, in modo da costruirla e vivere felici, da allora in poi. Il mio sogno mi \u00e8 costato 12.000 dollari e l\u2019ho realizzato ma l\u2019Occupazione israeliana me l\u2019ha rubato. Ora, \u00e8 un sogno per me. Senza la mia barca, non lavoro pi\u00f9. In questi giorni, non sono in grado di pagare l\u2019affitto ma il proprietario \u00e8 paziente con me. Ho 30 anni, adesso, ho tre figli e un quarto in arrivo. Amo molto i miei figli e sono pronto a tornare in mare, ancora e ancora, per far nascere un sorriso sulle loro facce. Ridate indietro al mia vita \u2026 ridatemi la barca.<\/p>\n<div class=\"youtube-embed\" data-video_id=\"dMKSYXxM--I\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"The sea is our refuge\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/dMKSYXxM--I?feature=oembed&#038;enablejsapi=1\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>By\u00a0Tarneem Hammad, in\u00a0Gaza.\u00a0This article and the video below (The Sea is our Refuge) are from our partners at\u00a0We Are Not Numbers. Solidarity with Gaza fishers is proud\u00a0to introduce an ongoing series featuring the work of these young Palestinian journalists. I am Rajab Abu Riyala, a fisherman from an early age. 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